L’obiettivo del workshop proposto ha come scopo la creazione  di un rapporto visivo  tra spazio, luce e uomo. Tenendo in considerazione  questi tre elementi ho ideato un cubo di dimensioni 20x20x20 utlizzando un cartoncino spesso.

Ho progettato così, un ambiente quadrato piuttosto semplice – come da data consegna. Nella parte superiore ho poi ritagliato una fessura quadrata in modo che la luce solare / artificiale infiltrandosi all’interno riesca ad illuminare con poco l’intero spazio. 

Il primo studio è stato pensato al fine di garantire luminosità utilizzando soltanto una finestra, ho poi inserito un elemento architettonico utilizzando il quadrato ritagliato per la finestra e infine ho dipinto la parte esterna con il colore nero  per valutare l’effetto della luce sulla superficie e ho notato che questo rende più particolare la riflessione della luce che intensifica le ombre accentuandone i contorni. Il quadrato posto sul lato frontale è stato così collocato per disturbare la sobrietà del limitato spazio accennando così la presenza umana nell’ambiente  che ho progettato.  questa decisone è nata dal fatto che non volevo aggiungere altre forme geometriche al di fuori del quadrato - che ho già ripreso nell’elemento finestra -.

Il secondo prototipo invece, è più completo.
Per ottenere un diverso effetto della luce sulla superficie ho utilizzato un materiale diverso dal semplice cartone: il poliplast,  un materiale  in grado di riflettere la luce  in modo più intenso, anche se ho preferito aggiungere  ulteriori fessure per aumentare la luminosità  - come vedremo più avanti – in alto, a destra e a sinistra – in crescere dimensionale. 

Ho proseguito la mia ricerca illuminando il mio prototipo con la semplice torcia e ho ottenuto un discreto risultato: la luce naturale incanalandosi dalle aperture verso l’interno dello spazio acquistava una forma ” quadrata  “. ma queste aperture non bastavano per garantire un’ elevato grado di luminosità, quindi ho inciso altre due fessure nel cartone, questa volta di forma rettangolare, ottenendo un ambiente con la luminosità che ricercavo.

Arrivata a questo punto, non mi restava che inserire un elemento a mia scelta – che meglio si legava  al prototipo, per questo ho pensato ad una parete interna  collocata in perpendicolare per una scelta funzionale ed estetica.  Per arricchire lo spazio ho provato ad inserire un pannello astratto all’interno, ma ho notato che questo elemento distoglieva  l’attenzione dalla perfetta simbiosi creatasi tra spazio e luce,  inoltre facendo delle prove con la luce artificiale e facendola filtratre attravarso tutte le fessure non ho notato alcuna relazione fra luce, il mio pannello e lo spazio. dopo succesivi esperimenti ho rilevato che la luce attraverso le aperture rettangolare si trasformava in un fascio luminoso  che andava poi a proiettarsi proprio sulla  parete ove ho collocato provvisoriamente il mio finto pannello -  quindi ho optato per la realizzazione di un terzo modellino, giungendo quasi al termine della mia ricerca su luce e spazio.